Reuven Feuerstein

La vita

Reuven Feuerstein (Botosan 1921 - Gerusalemme 2014) Dimostrò fin da bambino le sue doti: a 3 anni era già in grado di leggere in due lingue e a 8 insegnava l'ebraico ai bambini della comunità. Quando nel 1944 la Romania fu occupata, Feuerstein fu internato in un campo di concentramento. Riuscito in maniera fortunosa a fuggire, si trasferì in Israele dove si dedicò all'educazione degli adolescenti sopravvissuti alle persecuzioni razziali. Si trattava per la maggior parte di orfani, appartenenti a varie culture, provenienti da numerosi paesi europei e africani, i quali, a causa delle terribili esperienze vissute, presentavano carenze cognitive molto simili a quelle dei soggetti affetti da insufficienze mentali. Fu proprio a partire dagli studi sugli adolescenti che Feuerstein e i suoi collaboratori misero a punto un sistema di valutazione del potenziale di apprendimento (LPAD) e un programma di intervento cognitivo (PAS), diventato noto nel mondo come Metodo Feuerstein. Ritornato a Bucarest, riprese gli studi universitari, laureandosi sotto la guida di Jean Piaget, conseguendo il dottorato in psicologia presso la Sorbona nel 1970. L'attività iniziata in Israele sfociò nel 1992 con l'apertura dell'ICELP (International Center for the Enhancement of Learning Potential), guidato dallo stesso Reuven e ora dal figlio Rafi.

Il pensiero

La prospettiva di Feuerstein, decisamente contraria alla concezione innatista dell'intelligenza, ha come base la nozione di Modificabilità Cognitiva Strutturale. L'intelligenza non è un tratto immutabile, ogni individuo possiede le potenzialità e la propensione a modificarsi come risposta adattativa ai cambiamenti dell'ambiente ed agli stimoli interni, indipendentemente dall'età, anche in presenza di carenze cognitive o di deprivazione socioculturale. Il processo di adattamento alle situazioni che si evolvono nel corso della vita determina nuovi apprendimenti che si concretizzano, da un punto di vista neurobiologico, in variazioni sostanziali e strutturali del sistema nervoso centrale, mediante la creazione di nuove reti neuronali. Feuerstein non parla però di un'accettazione passiva dei cambiamenti, ma di una partecipazione attiva ed un'elaborazione soggettiva che conducono ad una modificazione del proprio stile cognitivo.

La Modificabilità Cognitiva Strutturale è sì una potenzialità iscritta nei nostri neuroni, ma proprio perchè potenziale non si realizza automaticamente. Feuerstein introduce allora il concetto di Esperienza di Apprendimento Mediato (EAM), ampliando le teorie di Piaget e Vygotskij, e prendendo in considerazione la mediazione umana come cofattore di determinazione dello sviluppo intellettivo, specificamente orientata al dare significato ed operatività alle esperienze. Il mediatore non è solo colui che filtra le informazioni e dà forma ai contenuti per facilitare i processi di apprendimento, ma è anche colui che introduce i prerequisiti cognitivi per l'elaborazione. Infatti il focus non è il prodotto finale, ma i processi di apprendimento. Feuerstein inoltre dà molta importanza alla mediazione culturale che permette l'acquisizione dell'essenza della condizione umana propria della cultura di appartenenza. Si considerino per esempio i racconti dei nonni sui loro vissuti.

Altro concetto basilare del pensiero di Feuerstein è la strutturazione di un Ambiente Modificante, capace cioè di accogliere i cambiamenti del soggetto, sostenerli e svilupparli. Ciò si attua mediante la creazione di un ambiente fiducioso, flessibile, eterogeneo, dinamico, esigente, paritario, impegnativo e valorizzante. Ogni individuo è parte di un sistema, se si modifica contagerà il sistema, ma la risposta del sistema a sua volta contagerà lui.